Descrizione
A scuola ci andiamo da soli - I due Consigli delle bambine e dei bambini delle Scuole Primarie + la Classe 3A

"A scuola ci andiamo da soli":
autonomia, cittadinanza e comunità nel cuore del progetto educativo dell'IC Giovanni XXIII
Una cerimonia partecipata, con le istituzioni del territorio, per restituire ai bambini lo spazio pubblico e il gusto della libertà responsabile.
Si è svolta il 28 maggio la cerimonia di inaugurazione del percorso "A scuola ci andiamo da soli", promosso dall'Amministrazione comunale di Monte San Biagio in stretta sinergia con l'Istituto Comprensivo "Giovanni XXIII". Un appuntamento che ha assunto il valore di un atto educativo collettivo, alla presenza delle istituzioni del territorio, dei docenti, delle famiglie e — protagonisti assoluti — dei bambini.
La cerimonia ha registrato una partecipazione istituzionale di rilievo. Era presente il Presidente della Provincia di Latina, già Sindaco di Monte San Biagio, Federico Carnevale, insieme agli assessori del Comune di Monte San Biagio, a testimonianza dell'importanza che il territorio riconosce al tema dell'educazione alla cittadinanza attiva. Hanno preso parte alla giornata anche i rappresentanti della Regione Lazio e del CNR, partner scientifici del progetto "Il Lazio: la Regione delle Bambine e dei Bambini", nell'ambito del quale l'iniziativa si inserisce con piena coerenza di visione.
Nel suo intervento, il Dirigente Scolastico ha subito chiarito la natura profonda dell'iniziativa: non un semplice percorso stradale, ma un percorso di libertà. "A scuola ci andiamo da soli" — ha sottolineato — non è uno slogan, ma una dichiarazione di fiducia: nei bambini, nella comunità, nel valore educativo del camminare, del guardarsi intorno, del sentirsi capaci. In un'epoca in cui i più giovani vengono spesso accompagnati ovunque e protetti da ogni piccolo rischio, restituire loro il diritto di muoversi in autonomia è un atto educativo profondo, forse persino rivoluzionario.
Un elemento di valore particolare, ha osservato il Dirigente, è il contesto in cui questa esperienza avviene: Monte San Biagio e Lenola sono borghi, luoghi in cui ci si conosce per nome, in cui il tragitto per la scuola passa tra vicoli familiari, volti di comunità, odori di casa. Un privilegio raro, da riconoscere e custodire. Lasciare che un bambino percorra quel tratto da solo significa dirgli: ti vedo, mi fido di te, il mondo può essere tuo. Significa insegnargli che le proprie gambe portano lontano, che l'orientamento non si riduce a uno schermo, che il coraggio si allena ogni mattina.
E in una riflessione più personale che ha toccato i presenti — la Dirigente ha ricordato che per le brutture del mondo c'è tempo: vale la pena lasciare ancora ai bambini la strada semplice, il saluto al negoziante, il vento in faccia. La genuinità dei borghi non è qualcosa di cui scusarsi: è nutrimento dell'anima, radice da cui crescere forti.
La scuola, ha proseguito il Dirigente, deve essere e vuole essere molto più di un edificio: il punto di riferimento delle nuove generazioni, un luogo in cui si è accolti, riconosciuti e stimolati a crescere. Un luogo abitato da docenti appassionati del proprio mestiere, che ogni giorno scelgono di esserci con dedizione e spirito di collaborazione. A loro il Dirigente ha rivolto un ringraziamento sentito e pubblico, esprimendo gratitudine per il lavoro quotidiano paziente, appassionato e spesso silenzioso che costituisce il fondamento su cui ogni progetto educativo prende forma e vita.
Hanno preso parte alla cerimonia gli alunni dei due Consigli delle Bambine e dei Bambini dei plessi Gianni Rodari, Caduti di Nassiriya e Renzo Tatarelli, insieme agli alunni della classe 3ª A. I bambini hanno dimostrato preparazione e maturità, illustrando le principali norme della sicurezza stradale e i segnali per la circolazione pedonale con sicurezza e vivacità. Il momento più toccante è stato quello conclusivo, quando gli alunni hanno recitato una filastrocca dedicata alla gioia di andare a scuola, trasformando un semplice percorso quotidiano in un simbolo di crescita, fiducia e appartenenza. Un gesto semplice e carico di significato, che ha emozionato tutti i presenti.
"A scuola ci andiamo da soli" non è soltanto un progetto sulla sicurezza stradale: è la concretizzazione di una visione in cui scuola, famiglie e istituzioni camminano nella stessa direzione, certi che una comunità capace di prendersi cura dei propri spazi sappia anche prendersi cura delle proprie future generazioni.
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